I processi

La storia processuale dei procedimenti avviati e supportati dall’Associazione.

Il 15 ottobre 2013 il Tribunale penale di Gorizia ha pronunciato sentenza di condanna per il decesso del primo gruppo di 87 operai impiegati nello stabilimento di Monfalcone dei cantieri navali, morti con l’unica colpa di essere andati a lavorare. 13 sono le condanne, a carico della dirigenza aziendale, che arrivano ad un massimo di sette anni e sei mesi di reclusione. Sono state risarcite le parti civili: l’INAIL, la Regione, la Provincia di Gorizia, il Comune di Monfalcone, l’AEA di Monfalcone, la FIOM-CGIL, ovvero gli enti esponenziali degli interessi collettivi lesi dai reati oggi riconosciuti.
Purtroppo molte le assoluzioni per intervenuta prescrizione, a ricordare come per troppi anni – fino al 2008 – lo Stato non abbia saputo dare congrua risposta a quella che è e resterà la più grande strage di civili che il dopoguerra di queste terre abbia conosciuto.
La soddisfazione è grande per aver potuto portare a processo i responsabili di questa tragedia, di
cui oggi è stata riconosciuta la colpa, nella consapevolezza – ribadita una volta di più – che questa
condanna debba servire non a consumare una vendetta ma a riaffermare un semplice principio di
giustizia, secondo cui la sicurezza e la dignità dei Lavoratori non possono essere subordinate a
logiche di arido profitto. Su questa verità processuale va costruita la memoria storica di questo
Paese e la coscienza di un Popolo, per guardare al futuro del mondo del Lavoro con maggiore e più
adeguata attenzione.
Non dimentichiamo tutti i compagni di questa avventura, che è stata lunga, dolorosa, tormentata,
ma che allo stesso tempo ci ha regalato emozioni profonde che hanno segnato la nostra vita,
arricchendola: a titolo simbolico ricordiamo le iniziative di Massimo Carlotto e degli artisti che negli
anni bui delle nostre rivendicazioni si sono avvicendati, affiancandolo, sul palco di “Amianto mai
più”, che hanno permesso di tenere sempre alta l’attenzione sul dramma delle vittime dell’amianto
di Monfalcone.Grazie agli uomini dello Stato che ci hanno ridato fede in esso dopo i lunghi anni passati a
chiederne l’intervento: simbolicamente ringraziamo il dott. Deidda, il Presidente Napolitano e tutti
gli uomini e le donne che dal 2008 in poi ci hanno restituito fiducia nella cosa pubblica,
dedicandosi con passione, sacrificio e alto senso delle istituzioni alla ricostruzione di ciascun
fascicolo delle vittime di questa strage. Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a portare avanti il
nostro obiettivo, sostenendo con passione le nostre rivendicazioni, con contributi umani o
professionali grandi e piccoli.
Ma prima ancora, grazie a ogni Operaio che ci ha consegnato nelle mani la responsabilità, e
l’onore, di chiedere Giustizia in nome suo; grazie ad ogni moglie, marito, compagna e figlio che ci
hanno sostenuto e affiancato in questo che resterà uno dei percorsi più degni di essere vissuti della
nostra vita.
L’unica battaglia che si perde è quella che si abbandona
Amianto Mai Più
Il Direttivo