Amianto

Dire che la situazione epidemiologica delle malattie da amianto in provincia di Gorizia ed in particolare a Monfalcone sia “allarmante” è solo un eufemismo che dipinge timidamente una realtà assolutamente drammatica.

Nel convegno “Amianto-Malattia-Comunità” svoltosi a Monfalcone il 7 ottobre 2001 su iniziativa dell’Associazione esposti amianto e della Lega Italiana per la lotta contro i tumori sono stati ribaditi i dati scientificamente inoppugnabili sui tassi di mortalità per le neoplasie asbesto-corrélate nel nostro territorio. Tali dati, ufficialmente confermati e recentemente pubblicati a cura dell’istituto Superiore di Sanità, indicano la provincia di Gorizia come l’area geografica con la più alta incidenza in Italia di casi di mesotelioma della pleura, malattia cosiddetta “patognomonica” e considerata in epidemiologia come un “evento sentinella” dell’esposizione all’amianto. Ciò significa che il mesotelioma è un tumore che è causato pressoché esclusivamente dall’inalazione e/o ingestione di fibrille d’amianto.

Com’è noto, l’amianto è stato, utilizzato, per le sue particolari proprietà di termodispersione e fonoassorbenza, in molte strutture produttive, ma in particolare è stato usato in quantità enormi ai cantieri navali di Monfalcone, quantomeno fino alla metà degli anni ’80, per la coibentazione di tubature, sale macchine ed apparati motore. La grande maggioranza delle vittime di questo tumore, dalla prognosi purtroppo sempre infausta, è, infatti, costituita da lavoratori o ex lavoratori dei cantieri navali.

Per dare un’idea delle dimensioni della tragedia basti pensare che in assenza d’amianto il mesotelioma ha un’incidenza di un caso l’anno per milione d’abitanti. Il che significa che nell’area isontina avremmo dovuto aspettarci 1 caso ogni 17 anni. Negli ultimi vent’anni, tuttavia, sono stati registrati solo a Monfalcone 240 casi di mesotelioma della pleura e circa 600 nella fascia costiera fra Monfalcone e Trieste, Nella sola sede Inail di Monfalcone, nello stesso periodo, sono state riconosciute circa 2000 pratiche per patologie asbesto-correlate. Recenti studi condotti dall’equipe del Prof Bianchi, responsabile dell’U.O. di Anatomia Patologica dell’ospedale di Monfalcone, hanno dimostrato, sulla base di criteri internazionali, che oltre il 50% dei decessi per carcinoma polmonare è attribuibile, nell’isontino, al contatto con l’amianto. Di questa patologia, il tumore ai polmoni, sono morte, negli ultimi vent’anni, circa 1500 persone residenti nei Comuni del mandamento monfalconese.

Gli studi autoptici hanno dimostrato a Monfalcone la presenza d’amianto nel tessuto polmonare nel 70% dei maschi adulti. La situazione epidemiologica, già “allarmante”, è purtroppo destinata ad aggravarsi ulteriormente. Il tasso d’incidenza del mesotelioma è ancora in crescita a causa del suo lungo periodo di latenza. Si prevede che soltanto a partire dal 2020 potremo assistere ad un calo significativo dei casi di mesotelioma nel territorio monfalconese.
La legge regionale n°22, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale il 26 luglio scorso, prevede l’istituzione di un Registro dei mesoteliomi e dei tumori asbesto-correlati, nonché, cosa molto importante, un Registro degli esposti ed ex esposti all’amianto.

La legge, fra le più avanzate in Europa. costituisce un passo molto importante nella presa di coscienza, a livello istituzionale, di una realtà così drammatica.
Restano alcune domande, spinose ed angoscianti: tutto ciò si poteva evitare? Perché non si è intervenuti prima? Perché si è continuato ad utilizzare l’amianto nei processi produttivi quando già da decenni la comunità scientifica internazionale ne aveva denunciato le proprietà cancerogene? Perché i lavoratori non sono stati informati dei rischi che correvano? Perché non sono state adottate, quantomeno, alcune elementari misure di sicurezza?
A queste domande gli organi competenti dovranno dare una risposta. E’ un dovere morale verso gli ammalati, le vedove, i familiari delle centinaia di vittime. E’ un imperativo morale ineludibile indagare su responsabilità e connivenze che hanno permesso una simile strage di vite umane, affinché la parola giustizia possa avere ancora un significato. Per tutti noi.